Sabato 26 novembre 2022 si è svolto, a Montemaggiore, il primo evento della rassegna di concerti dell’Avvento, organizzata dall’associazione Don Eugenio Blanchini in collaborazione con le parrocchie del territorio delle Valli del Torre, sponsorizzata dal Comune di Taipana. Il coro ha accompagnato la Liturgia della Parola, celebrata dal diacono Paolo Comello, con canti della tradizione slovena, cui è seguito un breve concerto.
E’ stata l’occasione per far conoscere ai presenti come si viveva a Montemaggiore, il periodo dell’Avvento, prima del secondo conflitto mondiale. La fedele più anziana presente in chiesa ha narrato che, durante il periodo dell’Avvento, si recitava in tutte le abitazioni, alla sera, il Santo Rosario, seguito dalla preghiera cantata denominata Cjastito. In relazione allo stato di povertà diffuso fra la popolazione, non tutte le famiglie potevano permettersi di allestire davanti alle case ove dimoravano i fanciulli, rami di alberi con noci, nocciole, possibili mandarini. Questo privilegio era concesso soltanto ai nuclei più abbienti. Altri concerti si sono svolti nei giorni a seguire a Canebola, Subit, Porzus e Maserolis, tutte località che rientrano come Montemaggiore, nella Slavia veneta, fascia geografica d’insediamento di una parte della minoranza slovena.
E’ stato un piacevole momento di condivisione e di preparazione al Santo Natale, nonché una festa per il paese che solitamente non è mai al centro di questi eventi mondani, discostati nel tempo dalle loro tradizioni.
I canti dialettali della tradizione di Montemaggiore sono andati scomparendo man mano che si è verificato lo spopolamento conseguente all’emigrazione. Restano solo poche persone anziane che conoscono e cantano il Cjastito, il canto più rappresentativo del nostro paese, utilizzato prevalentemente dopo il rito delle esequie o dopo la recita del santo Rosario, al fine di raccomandare al Signore l’anima del defunto.