Ambiente

La città ha «tradito» le sue aspettative scrive Grazia Soccio (Montemaggiorina d’origine dal ramo materno) in un bell’articolo pubblicato per Italian Geographic che ha generosamente concesso di pubblicare per voi.

Città del Futuro intelligente:
verso il ritorno del locale

E’ chiaro ormai a tutti che la città ha «tradito» le sue aspettative nell’attuale fase globale. Disuguaglianze, crisi economica, perdita di legami sociali, crisi del senso di appartenenza ad una comunità, degrado ambientale, incertezze sul futuro.

Non ha più molto senso discutere se i governi nazionali siano più lenti a capire e reagire su queste problematiche oppure siano distruttori senza pietà delle culture locali e dell’ambiente. Come possiamo allontanarci dall’attuale caos delle città, delle metropoli e non di meno climatico, che sta uccidendo il pianeta e le persone? Molteplici aspetti di queste terribili sfide che ci attendono mi colpiscono e mi elettrizzano tremendamente. Come poter orientarci verso nuovi sistemi, urbani e rurali, ecologicamente sostenibili? Come poter ispirare, entusiasmare e far concentrare la gente più sulle possibilità che sulle probabilità? Ancora non lo sappiamo con precisione ma la direzione giusta indicata dalla «Transizione» rappresenta un tentativo di rilocalizzare ed affermare una nuova idea di città per riportare l’attenzione verso lo spazio dei luoghi della civiltà pre-industriale.

Abbiamo bisogno di nuove storie, che ci parlino di nuove possibilità e che ci rimettano nel posto giusto, rispetto al mondo in cui viviamo. In definitiva, che ci diano la forza di riemergere e di entrare in un diverso, nuovo e più felice mondo. Un invito il mio, per creare questo senso di esaltazione, di desiderio collettivo nel partecipare ad un’avventura su vasta scala. Immaginate cosa potrebbe succedere se si riuscisse a creare un sentimento d’impegno positivo e di volontà a scrivere una nuova e diversa storia per trovare una soluzione tangibile, anche a livello nazionale. Oggi, la scelta di orientarci verso stili di vita basati sull’efficienza energetica e produttiva non è un’opzione, bensì un’opportunità per l’umanità. La strategia vincente per sostenere Umanità e Pianeta è, dunque, uno sviluppo sostenibile della città, capace di coniugare ambiente, società, economia. Valorizzare i «sapori ed i saperi» antichi e ricorrere ad agricolture alternative, quali biologica e biodinamica, basate sul riciclo e sull’importanza di chiudere i cicli bio-geo-chimici.

Come fare per uscire dalla crisi reale e risolvere le problematiche create dal progresso? Mai sentito parlare dell’approccio «bottom up» (dal basso verso l’alto) per migliorare il sistema urbano e restituire un nuovo senso alle «nozze» fra ambito rurale ed urbano? Si tratta di mettere insieme le forze e le strategie per affrontare e gestire delle questioni che nemmeno i governi hanno il coraggio di affrontare, ma che sono fondamentali per la nostra sopravvivenza.

Riflettiamo, esistono realtà studiate in tutto il mondo che già da tempo si sono attivate per trovare soluzioni alternative in grado d’innalzare la qualità ambientale, sociale e fisica. Sono veri e propri modelli sostenibili di riferimento maturati ed imitati che puntano al risparmio energetico, alla ricerca e all’innovazione, alla costruzione di una società nella quale la comunità è al centro delle scelte, al rispetto ambientale. Dove voglio arrivare? Ogni villaggio, città o metropoli può avviarsi verso la «Transizione» e fornire riparo ai danni della crescente urbanizzazione. Questo perché la rivoluzione proviene «dal basso», per cui è possibile valorizzare sperimentazioni a scala locale per innovare a scala globale.

Prendiamo rapidamente familiarità con il primo modello virtuoso, a livello di comunità e d’insediamenti. Conoscete l’esemplare sfida di «Totnes, Città di Transizione»? Creare un forte cambio di direzione che miri a passare da «economia basata sul petrolio e sull’usa e getta» ad «economia basata sulla consapevolezza, lo scambio ed il rispetto per le cose animate ed inanimate». Il compito di preparare la società a nuovi stili di vita a basso impatto ecologico può senza dubbio condurre verso la riduzione del consumo di energia, l’autosufficienza ed il funzionamento dell’ecosistema in senso globale.

Vogliamo una risposta per l’agro-industria? «L’ Agricoltura conservativa» e sostenibile è un altro esempio di valorizzazione alla città sostenibile locale che dimostra come sia fondamentale gestire in maniera più razionale la fertilità dei suoli per ridurre sensibilmente la «pressione» esercitata dall’agricoltura sul sistema «suolo».

Non può tuttavia passare inosservato l’esempio di sostenibilità energetica pulita e all’avanguardia «Prato allo Stelvio», praticabile nel contesto italiano. Cosa dimostra? Le opportunità per rinnovare la politica energetica del Paese, liberandola progressivamente dalla dipendenza delle fonti fossili, sono nelle mani del territorio e questo sta dando prova di saperle sfruttare. Effetti straordinari sono riscontrabili non solo sulla riduzione dei consumi e delle importazioni di fonti fossili, ma anche in termini d’innovazione per l’economia locale e creazione di posti di lavoro.

Vogliamo scommettere vivamente per il nostro futuro? Guardiamo con consapevolezza anche l’esperienza metropolitana «dell’ecoquartiere Vauban di Friburgo». Buona pratica sostenibile pensata per contenere l’espansione urbana», ridurre l’inquinamento, la congestione del traffico ed offrire alle famiglie la medesima, se non migliore, qualità di vita dei sobborghi. Esemplare nell’unire «utilizzo di energie rinnovabili, modalità sostenibile e forme alternative di vita comune».

Ecco a Voi un’importante riflessione sulla possibilità di uno straordinario rinascimento ambientale, economico, culturale e spirituale, per dare forma al nostro futuro. Se i nostri modi di produrre e consumare riusciranno sempre più ad imitare i ritmi della natura e i suoi processi, allora saremo sulla strada giusta per affrontare le grandi sfide che ci attendono. In ogni caso, fate la cosa migliore: abbiamo poco tempo e troppe cose da fare. Allora troviamo la strada giusta per questo lungo viaggio.

Soccio Grazia

L’«Agricoltura blu»: la via conservativa, sostenibile con tecniche colturali semplificate

1925: la prima luce elettrica per Prato allo Stelvio, prodotta con la piccola centrale idroelettrica «rio Cerin» (costo dell’investimento equivalente a quello di 300 vacche)

Produzione di biogas dalla fermentazione di liquame bovino, letame, rifiuti della frutticoltura: conversione in corrente elettrica e calore immesso nella rete comunale di teleriscaldamento di Prato con rendimento totale del 74%

Il quartiere solare «Am Schlierberg» a sud di Friburgo: alloggi solari che producono più energia di quanta ne consumano nel corso di un anno con i generatori solari (fotovoltaici)

Un quartiere senza auto nell’ambito della riqualificazione urbana sostenibile di Vauban: entro le strade a «U», gli spazi verdi danno un equilibrio per l’aumentata densità

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